Martirano&Cose
Martirano&Cose
Scritto da Spartaco   

 IL CAMPO SPORTIVO SIMBOLO DI AMMINISTRATORI INCOMPETENTI (ASPETTANDO I RESPONSABILI). di Spartaco

 

"Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivono della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri". Joseph Pulitzer.

In questo triste 2008 dove il Paese si avvia mestamente ad una silenziosa morte, giusto il tempo per festeggiare i suoi cent’anni, vogliamo parlare, innalzare ad esempio (di decadenza?) il nostro, ormai estinto, campo sportivo. Vogliamo alzarlo a simbolo:  simbolo di un individualismo feroce;d’impreparazione politica;di brutti calcoli politici tra clientele. Insomma permetteteci di sostenere che è proprio in quel rettangolo arso e pieno di pietre,che come una maledizione non ne ha mai voluto sapere di far spuntare un po’ d’erba,il principale simbolo politico di questi cinque anni (e non solo).

Il nostro campo non è stato mai bello,anzi ha sempre fatto schifo:le pietre "nascevano" dal nulla;con gli anni imparavi a dribblare non solo gli avversari ma anche le zolle  d’erba che spuntavano qua e là.

D’estate ci sbatte il sole,e se malauguratamente capitava di svirgolate il tiro potevi con certezza vedere il pallone sparire in qualche “spinaro” per non vederlo mai più. Non era un granchè è vero,ma era il nostro campo. Era nostro. Era di tutti,a qualunque ora,in qualunque periodo. Era nostro,era dei ragazzi,era dei paesani  tutti:ricchi ,poveri ,delle popolari o dei cachiatti. L’unico centro capace di aggregare e socializzare,in un paese che alla povertà di prospettive e d’argomenti aggiunge anche quelli d’attenzione per i giovani. Insomma era l’unica cosa capace di fare concorrenza alla Noia di provincia ed ai suoi preti,alle droghe leggere,alla Sala Giochi cronica,ai discorsi sempre identici. In quelle partite si faceva conoscenza,qualcuno s’integrava,molti s’incazzavano. Alcuni ragazzi si sono cimentati per la loro prima volta nell’organizzazione di qualcosa,come il torneo di calcetto estivo. I pomeriggi estivi la gente usciva per venire a sedersi su quei gradoni di cemento e guardare la partita. Molti si sono “sentiti grandi” nel momento in cui hanno partecipato al torneo;e tanti non si sono sentiti mai così partecipi di qualcosa come quando si organizzava e si doveva stabilire i vari compiti: chi doveva attaccare le fotocopie ai bar della zona,chi fare le linee e spalare le pietre e così via. Sissignore,faceva schifo,ma era nostro, e nonostante tutto eravamo legati da un vincolo di sangue,come quelli di chi non ha conosciuto altro,nella magra vita di provincia,che la sua arida terra che ti entrava in gola e ti lasciava asciutto. Non abbiamo mai capito l’importanza dei beni pubblici,e di quel campo,fino a quando non l’hanno portato via. Quel maledetto e dannato campo sportivo,dannato perché pieno di terra,ma che resistette a tutto e a tutti,l’unica cosa rimasta immobile e immutata nel tempo di Martirano Lombardo,sempre lo stesso. Sembrava impossibile ma si è riusciti a rovinarlo per sempre.

Il come è noto. Oggetto di lavori di ampliamento,appena terminati il campo ha rovinosamente iniziato a franare sul lato destro. Tanti i soldi spesi,ben 180.184,59 euro dell’appalto,e nonostante questa cifra il terreno è rimasto sempre lo stesso,di spogliatoio neanche l’ombra;solo un gran muro bianco. Di chi è la colpa?l’appalto è stato vinto da una ditta martiranese,l’Edil 2000,di cui risulta che l’imprenditore è anche uno dei maggiori sponsor di quest’amministrazione,e che, a quanto pare, smentisce ogni responsabilità. Ma va bene ,fin qui niente di strano. Inizia però la storia ad essere fastidiosa quando,nonostante l’erosione del rettangolo di gioco,e soprattutto passato più di un anno dalla conclusione dei lavori,ancora non si sa chi sia il responsabile e soprattutto chi deve pagare per questo danno ad un bene pubblico cioè ad un bene che appartiene alla collettività,che pertanto ne rimane danneggiata. L’Amministrazione tace,l’Ufficio Tecnico anche,la ditta non solo tace ma addirittura appalta altri lavori,sempre di primaria importanza,per conto del Comune. Ma insomma chi pagherà?chi pagherà per aver sottratto ai giovani la possibilità di andare a giocare a calcio?E’ possibile che, ancora prima di valutare se ci sia una  responsabilità, il Comune appalti subito dopo un importante lavoro sempre alla stessa ditta?

Molti benpensanti ci attaccheranno dicendo di muovere domande senza essere informati dei fatti. Sarà pur vero,ma non si può contestare ciò che scriviamo, e che è sotto gli occhi di tutti,e né si può contestare il fatto di porsi queste che sono legittime domande da cittadino. In realtà la questione è,caro lettore,che nella miseria in cui è precipitata Martirano Lombardo,e in generale il Meridione,ben prodotto ne sono questi signorotti candidatisi alla poltrona di Sindaco e di assessori. Per non star a parlare dell’opposizione di cui si potrebbe fare pure volentieri a meno. Che cos’è la rovina del campo se non la vittima o il simbolo di una gestione comunale che si disinteressa dei beni pubblici e in particolare di quelli giovanili.  Cos’è questo disinteresse nel trovare i responsabili e nel rimediare al danno se non la riprova di un’ottusa politica che vede nei giovani, sempre oggetto di critiche, un inutile serbatoio di voti e niente più, e i beni pubblici delle inutili suppellettili su cui barattare l’elezione. Cos’è questo menefreghismo se non la riprova di una totale assenza di politiche per i giovani. Lo sbaglio della ditta o dell’ingegnere, o dell’ufficio tecnico, non sono forse la manifestata prova di un arrivismo che se ne infischia della collettività pur di portare a casa la pagnotta?

Caro campo sportivo, eroico partigiano, neanche tu hai resistito alla ballata dei mediocri. Ti ricorderemo con affetto.

 

Ps. anche io vorrei ricordare qualcuno. Mi è venuto in mente proprio mentre scrivevo: e allora vorrei salutare e ricordare i pomeriggi alle due al campo sopra una rete di materasso, per togliere le pietre dal campo, legati alla vecchia fiat Tipo di Rosy, il Vescio che ci aiutava a fare le linee e il rettangolo di gioco, la sonda che bagnava il campo. Vorrei salutare zio Tony per le squadre e i tornei organizzati di cui mi rimane un bel ricordo (soprattutto i senzasperanza a Martirano), Rosy Marrelli che a testa alta ogni anno organizzava con grande entusiasmo, e infine le mie squadre che poi sono stati sempre gli stessi, e le finali perse. Bello veramente. Peccato per quelli che hanno sempre criticato, se solo avessero visto che divertimento…

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