IL PORCO EOLICO
Martirano&Cose
Scritto da Golpe56   

 

Ancora dubbi sul parco eolico che si vuole allestire a Martirano Lombardo. Falsità, denaro, mafia e un sindaco in carcere.

ANEMOMETRO CERCASI

Prima di decidere di impiantare aerogeneratori, il luogo preposto deve essere monitorato almeno PER UN ANNO con degli strumenti detti anemometri. Ma non per un giorno, ripeto, ma per un anno. Da quando è uscita questa storia, cioè da quando l'amministrazione ha sipulato la convenzione con le società, a quando hanno dichiarato che il parco eolico si farà, sono passati pochi mesi. SOLO POCHI MESI E NON UN ANNO!!! E per forza che qualche dubbio ti viene! Se non tira vento tira almeno aria di truffa!

LA ANIMOTION AL PRIMO PORCO EOLICO: UN SINDACO IN CARCERE!

La Animotion, che dovrebbe costruire il parco, è una società che costruisce pale o parchi eolici? no! non ne ha mai fatto! E' uan società appena nata e sembra apposta per approfittare del vento che tira al Sud. Vuole costruire solo due impianti: uno a Martirano Lombardo e uno in Puglia. Sul suo sito infatti vanta di aver già costruito, almeno così fa capire, due impianti: quello di Martirano Lombrado avrebbe la potenza di 120 Megawatt! Tanto per inderci, sarebbe uno dei parchi più grandi d'italia, con olre 40 torri eoliche, dal costo di 80 milioni di euro circa. Intanto la stessa società ha avviato la costruzione dell'altro impianto nel comune di Ascoli Satriano in Puglia. Qui iniziano proprio bene, visto che il sindaco del comune pugliese, per vicende legate alla cotruzione del parco, è già finito in carcere: sembra volesse favorire società "amiche" per i lavori annessi alla costruzione del parco.

 

LE BUGIE DEGLI ESPERTI E SOLDI AL VENTO

E' vero che l'energia eolica raprresenta un'alternativa. Ma sfatiamo alcuni miti che insigni inesperti locali fanno circolare. Prima di tutto non è vero che salverà l'ambiente. Tanto per intenderci non c'è nessun piano per sostituire l'energia prodotta da sorgenti inquinanti come il carbone o il gas con quella pulita prodotta dal vento. Anzi, in Italia nonostante la proliferazione di aerogeneratori si ricomincia a parlare, e seriamente, di nucleare! Non è vero che queste aziende non hanno finanziamenti pubblici. Li prendono e come! L'italia ha le sovvenzioni più alte d'europa, infatti i report delle banche internazionali indicano l'italia come il paese del tesoro. Lo stato italiano inoltre acquista l'energia elettrica ad un costo più alto degli altri stati europei. E questi soldi da dove arrivano? indovinate un pò. Dall'aumento della nostra bolletta enel! In poche parole le pale eoliche vengono costruite con i nostri soldi e poi ci rivendono l'energia allo stesso altissimo prezzo, visto che la distribuzione, se ci sarà, passerà dalla rete nazionale.

 

NE LAVORO NE SOLDI

Altro mito da sfatare: scordatevi di avere energia elettrica gratis! non accade in nessun posto del mondo! Scordatevi i posti di lavoro: in nessun parco eolico ci sono uffici nè impiegati, al massimo un paio di persone avranno un posticino, nient pane solo briciole. Scordatevi la pioggia di soldi al comune. Tranne qualche spicciolo iniziale se il vento non soffia e non si produce corrente, allora niente soldi, anzi alcuni cavilli burocratici potrebbero causare (non so se è anche il nostro caso ma è probabile) dei costi aggiuntivi per l'amministrazione, attenzione quindi!

 

INDAGINI TERRENI E MAFIA

In Calabria sono molte le indagini riguardo alla costruzione di parchi eolici. Hanno spesso dei fattori comuni. Prima di tutto i finanziamenti pubblici, che vengono acquisiti per poi costruire parchi fantomatici. Poi la concessione dei subappalti a società "amiche" delle amministrazioni in cambio di tangenti. Inoltre c'è l'acquisizione di concessioni per la costruzione che poi vengono rivendute ad altre società a peso d'oro. Infine la pioggia di soldi che arriva su chi fornisce i terreni, che grazie all'affitto dell'appezzamento sembrano essere gli unici a guadagnarci parecchio: accade infatti spesso che c'è l'interese di boss mafiosi a far costruire parchi eolici sui loro terreni. A proposito: ma di chi sono i terreni martiranesi dove verrano contruite le torri eoliche con i nostri soldi? intanto che vado a verificare vi lascio a un estratto di quello che scriveva Marco Lillo sull'Espresso pochi mesi fa:

 

Business al vento di Marco Lilo (L'Espresso)

Sovvenzioni più alte d’Europa. Prezzo generoso dei certificati verdi. Così in Italia gli impianti eolici sono diventati un affare. Che attrae grandi aziende internazionali. Ma anche la criminalità [...]

 

La firma dei dirigenti regionali sul pezzo di carta che dà il via libera a una centrale da 30 megawatt vale quindi 15 milioni di euro. Le chiavi di questo forziere sono in mano alla politica. Che ha partorito un sistema sballato: gli impianti nascono in posti inadatti, vicino ai centri abitati o dove non ci sono cavi per trasportare l’energia pulita. Prendiamo la Sicilia: la rete non è in grado di sopportare gli impianti attuali ma, invece di costruire gli elettrodotti, Stato e Regione continuano a regalare centinaia di milioni a imprese che ingolfano il sistema. In questo Far west, le turbine spesso non nascono dove c’è più vento, ma dove c’è un sindaco che si fa ‘convincere’ con l’assunzione dei figli, c’è l’interesse di un politico che conta o peggio una famiglia di mafia alla quale non si può dire di no.

Lupare e turbine

La capitale dell’energia alternativa sta diventando Isola Capo Rizzuto. In questo paese della costa calabrese di 12 mila abitanti sorge già un campo eolico costruito da Erg-Cesa. Ora stanno partendo i lavori per il più grande parco eolico d’Europa: 48 torri per 120 megawatt. Vista la concentrazione di pale ci si aspetterebbe di incrociare un uragano di vento e invece il mare qui è spesso calmo. In effetti il luogo non è famoso per lo scirocco, ma per le spiagge dorate. E per una famiglia di ‘ndrangheta: gli Arena.

Il campo eolico più grande d’Europa nascerà sui terreni della famiglia. Il boss Nicola Arena, 70 anni, è recluso al 41 bis, come Riina e Provenzano. Mentre Nicola junior (figlio del fratello) è incensurato e segue una delle opere più importanti della Calabria. La costruzione della centrale è stata finanziata da una banca tedesca con 33 milioni garantiti da un pegno sulle quote della società che ha avuto l’autorizzazione. Si chiama Vent1 Capo Rizzuto Srl ed è partecipata dalla Purena di Nicola Arena che ne detiene il 10 per cento e da un gruppo di azionisti tedeschi rappresentati da Martin Josef Frick. ‘L’espresso’ ha verificato che diversi ettari del terreno sul quale sorgerà il parco sono intestati ai fratelli del padrino Arena, Carmine, Francesco e Raffaele e al figlio di quest’ultimo, Nicola junior. La presenza della famiglia potrebbe destare preoccupazione, visto che in passato il Comune è stato sciolto per le infiltrazioni di questo clan nel municipio. Eppure il commissario prefettizio, Giustino Di Santo, sembra tranquillo: “Il Comune svolge semplicemente un’attività amministrativa. L’azienda ha il certificato antimafia e non si può negare un permesso per il cognome di uno dei soci”.

Alle cosche, comunque, il vento piace. Due settimane fa sono stati arrestati gli uomini del clan Bruno di Brindisi che volevano costruire un parco eolico sui terreni del boss. Mentre a Vicari, in provincia di Palermo, il Comune è stato sciolto per mafia anche per le turbine che stavano sorgendo sui terreni di presunti picciotti. In fondo le pale girano in cielo, ma si piantano nel territorio. E con le logiche del territorio devono fare i conti. Non sarà un caso se la principale società eolica nel paese di Zapatero, la Iberdrola, sta diventando un gigante mondiale grazie alla sua capacità industriale di produrre turbine con la consorella Gamesa. Mentre in Italia il campione nazionale è un avvocato amministrativista che, secondo la Guardia di Finanza, avrebbe brigato con i contributi della legge 488. Un mago delle domande, più che delle eliche.

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Commenti  

 
0 #1 michele 2010-05-04 09:02 vai a zappare Citazione
 

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