| QUESTIONE LEGALITA' |
| Martirano&Cose |
| Scritto da FIERRO (da IL FATTO QUOTIDIANO) |
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IL SINDACO DIFENDE LA LEGALITA' E RISCHIA IL LINCIAGGIO-GIANNI SPERANZA NEL MIRINO DI COSTRUTTORI E COSCHE.PER LA PRIMA VOLTA LE RUSPE ABBATTONO GLI EDIFICI ABUSIVI(QUASI 400). LAMEZIA TERME – La macchina fa il giro di tutta la città ogni sera. Gli altoparlanti chiamano a raccolta. “Protestiamo in comune contro l’abbattimento delle case condonate”. La gente ci crede e va. In comune a fare la voce grossa contro gli abbattimenti. Non delle case condonate, ma di quelle abusive. Siamo a Lamezia Terme, terza città della Calabria, una piana che è una ricchezza, centri commerciali, qualche industria e migliaia di case e costruzioni abusive. Dodicimila sono state condonate nel 2004, 400 no e ora sono da abbattere. Ci sono sentenze ormai definitive, non ci sono vie d’uscita. Per far applicare la legge è dovuto intervenire il Genio guastatori di Palermo. E in città è scoppiata una rivoluzione. Martedì pomeriggio, durante l’ennesima assemblea dei proprietari delle case abusive, il sindaco Gianni Speranza è stato aggredito da un parente dei Giampà. Un cognome pesante che richiama una delle cosche di ‘ndrangheta che con i Torcasio è padrona della città. La ‘ndrangheta di Lamezia è tra le più feroci della Calabria, ma è anche quella che ha rapporti stretti con la politica, al punto che la città vanta ben due scioglimenti del comune per mafia. In uno dei decreti era proprio l’abusivismo edilizio tra i punti posti a base del commissariamento. Il clima è infuocato, perché in molti stanno soffiando sul fuoco della protesta. “Se mi dovesse succedere qualcosa è bene che si sappia di chi è la colpa”, è il messaggio che ci affida il sindaco Speranza. Insegnante, cinque anni fa è stato eletto a furor di popolo con un centrosinistra debole, e in consiglio ha una maggioranza risicata.
“Non è solo mafia, in città ci sono ambienti professionali, politici, massonerie varie e interessi alti che stanno ingannando la gente. Il mio mandato è scaduto, tra poco ci saranno le elezioni e c’è chi strumentalizza in modo incosciente queste persone. Si soffia sul fuoco, ma qui c’è la ’ndrangheta e la cenere fa presto a trasformarsi in un incendio”. Finora il Genio ha abbattuto un solo fabbricato, uno scheletro di cemento, ma in città – sulle pagine di un giornale locale e sugli schermi di una tv privata – si grida alle famiglie buttate per strada. “E’ colpa del sindaco, solo lui può risolvere la questione”, dicono ingegneri e avvocati agli abusivi. In una seduta del consiglio comunale, davanti a centinaia di persone esasperate, il consigliere comunale del Pdl, Francesco Chirillo, se n’è uscito con questa frase: “Se la legalità è rappresentata dagli abbattimenti, ebbene preferiamo l’illegalità”. “Stanno ingannando le persone – dice Speranza – nessuno spiega che ci sono sentenze esecutive, che due procuratori della Repubblica hanno semplicemente applicato la legge. Un meccanismo che io non voglio e non posso fermare. Gli speculatori, quelli che sull’abusivismo hanno guadagnato a man bassa, i progettisti che hanno stuprato il territorio, gli ingegneri, quei funzionari pubblici che nel corso degli anni hanno preferito chiudere tutti e due gli occhi, possono dire quello che vogliono. Il sindaco non può fermare la legge”. In tanti hanno messo le mani sulla città a Lamezia. In tantissimi hanno coccolato abusivismo e illegalità. Nel 2004 molti abusivi non fecero neppure la domanda di condono, altri patteggiarono la pena, ma nella convinzione che il sindaco poi avrebbe risolto tutto. Basta una variante al piano regolatore, il sindaco può requisire le case da abbattere, soffiano sul fuoco politicanti e speculatori. “Balle, bugie, inganni – replica Speranza –, c’è chi ha speculato e chi ha ingannato povera gente, è la situazione classica del sud, dove mafia e interessi illeciti strumentalizzano i bisogni. E’ una miscela esplosiva. Noi faremo tutto il possibile per aiutare chi ha bisogno di una casa, ma si sappia che non cederemo ai ricatti”. In Calabria tutto è difficile, far rispettare la legge addirittura una impresa ardua. Il Fatto Quotidiano Enrico Fierro |
